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L’ANALISI DELLE VARIE TIPOLOGIE DI SCHERMATURA: DALLE TAPPARELLE ALLE PARETI VERDIA LOOK AT DIFFERE

L’attenzione sempre maggiore, che in questi ultimi anni ha investito il tema delle schermature solari ha dimostrato l’attualità “rinnovata” dell’attenzione ad un tema antico quanto l’uomo sulla terra: l’ombra. In assenza di contributi energetici esterni, all’ombra, in estate, si sta meglio. Ancora meglio se una brezza ci accarezza. Ancora meglio se abbiamo attorno pareti fresche e non abbiamo superfici che riflettono la luce. Queste nostre sensazioni comuni ci hanno già fatto capire quali sono i fattori che scientificamente influenzano il comfort:

1) temperatura ad una certa umidità;

2) irraggiamento;

3) velocità dell’aria.



Se manca il comfort (stiamo parlando di stagione calda), si attiva il nostro sistema di condizionamento naturale, la traspirazione della pelle, che, consumando energia, ci raffresca ed è indice di disagio termico. L’uomo contemporaneo è particolarmente sensibile al disagio termico e difficilmente lo accetta: ciò ha portato ad utilizzare una grande quantità di energia per il raffrescamento degli edifici, prima con i ventilatori (intervenendo sul fattore 3), poi con l’uso massiccio di condizionatori (intervenendo sul fattore 1). Negli ultimi anni il problema del consumo di energia elettrica per il condizionamento degli edifici è diventato centrale, superando talvolta, anche nei paesi temperati, il pareggiato consumo energetico in combustibile per il riscaldamento. Questo dato, unito ai sempre maggiori

costi economici ed ambientali dell’energia, ha portato in evidenza la cattiva progettazione di una gran parte degli edifici contemporanei, concepiti senza tener conto, semplicemente, del fatto che il sole scalda.

Dopo l’isolamento (e la massa) di muri e tetto, infatti, limitare l’apporto solare è la più importante strategia per evitare il

surriscaldamento estivo dei fabbricati.

L’effetto serra funziona anche in estate! E quando vediamo intere facciate di vetro esposte al sole dell’ovest, ci dobbiamo immaginare una media di 500 kW/mq di energia incidente che, a seconda del tipo di vetro, entrerà e dovrà essere smaltita dall’impianto di condizionamento.


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Servizio a cura di Arnaldo Savorelli, L'approfondimento/ A study, Di Baio Editore


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